Archivi tag: donne

Veli e libertà

«L’Italia si trova nel Medio Occidente». Così scri­ve­rebbe un quo­ti­diano di Dubai che appli­casse alla rove­scia il ter­mine “Medio Oriente”: parola uti­liz­zata per indi­care tanto la pro­ve­nienza del macel­laio sotto casa, quanto la cul­tura del bom­ba­rolo di Al Qaeda.

Se dinanzi al “Medio Occidente” i più stor­ce­reb­bero il naso, la con­fu­sione gene­rata dall’accozzaglia che si ripara sotto il ter­mine “Medio Oriente” sem­bra stu­pirci molto meno. Eppure è pro­prio in que­sto ter­reno di vaghezza e impre­ci­sione che ger­mo­glia il seme del luogo comune, dello ste­reo­tipo, dell’incomprensione: «Le donne medio­rien­tali sono schiave dell’Islam, una reli­gione ses­si­sta, anti­de­mo­cra­tica e anti­mo­derna, spesso raz­zi­sta e ter­ro­ri­sta». Ne… (con­ti­nua)

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L’Italia fatta in casa

La cen­tra­lità della fami­glia nella società ita­liana è un valore che ci avvan­tag­gia rispetto a Paesi in cui i legami fami­liari sono più atte­nuati o pres­so­ché ine­si­stenti, come ad esem­pio negli Stati Uniti, oppure è una palla al piede? Il mini­stro del Welfare, Maurizio Sacconi, non ha dubbi: nel Libro Bianco sul futuro del modello sociale ita­liano, scrive: «Esiste un legame inscin­di­bile tra il benes­sere della fami­glia e quello della società. Famiglia vuol dire tes­si­tura di legami ver­ti­cali, soli­da­rietà inter­ge­ne­ra­zio­nale, rela­zioni che danno il senso della con­ti­nuità tem­po­rale; vuol dire rap­porti di pros­si­mità e paren­tela, che con­sen­tono la coe­sione comu­ni­ta­ria.… (con­ti­nua)

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Delinquenti, prostitute e donne normali

È di que­sti giorni la noti­zia della rie­di­zione di uno dei capi­saldi del pen­siero miso­gino ita­liano, fir­mato dalla penna del discu­ti­bile cri­mi­no­logo vero­nese Cesare Lombroso: “La donna delin­quente, la pro­sti­tuta e la donna nor­male”;  un titolo, un pro­gramma (Et Al Editore). Le biz­zar­rie del testo, edito per la prima volta nel 1893 e accolto con entu­sia­smo dalla cri­tica inter­na­zio­nale, per certi versi sono consolatorie. Leggere che «se la cri­mi­na­lità fem­mi­nile è molto meno dif­fusa di quella maschile, dipende dal fatto che le donne sono più deboli e stu­pide degli uomini», non solo fa sor­ri­dere, ma ridi­men­siona la recente pole­mica… (con­ti­nua)

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Valore “D”

È stato appu­rato di recente, con­tro il luogo comune, che nel nostro Paese gli sti­pendi di uomini e donne sono simili a parità di qua­li­fica (la dif­fe­renza media non supera il 2%). Questo dato potrebbe in teo­ria ras­se­re­nare anche le più deter­mi­nate fem­mi­ni­ste, se non fosse in realtà del tutto fuor­viante. Bisogna infatti ricor­dare che nelle posi­zioni diri­gen­ziali a livello nazio­nale la pre­senza delle donne è limi­tata al 13%. Questa per­cen­tuale già misera scende fino a un tra­gico 6% di quote rosa nei con­si­gli d’amministrazione. Il pro­blema quindi non è quanto ven­gano pagate le donne ma a quali… (con­ti­nua)

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