L’aumento delle retribuzioni va al rilento, l’inflazione corre e la fiducia dei consumatori è ai minimi dal 1996. E’ il quadro dell’Italia tracciato dall’Istat che racconta un Paese in difficoltà. A gennaio la fiducia dei consumatori resta stabile a 91,6, lo stesso livello gia’ registrato a dicembre, che corrisponde al valore più basso dal 1996, ovvero dall’inizio delle serie storiche confrontabili. La previsione era, invece, per una crescita a 92 punti.
Lo rileva l’Istat sottolineando come la stabilità “capiti di rado” nelle rilevazioni sulla fiducia e che, comunque, deriva da un “andamento abbastanza diverso” delle due componenti principali, quella relativa allo scenario economico, che peggiora (da 77,1 a 75,3), e la dimensione riferita alla situazione personale, familiare, degli intervistati, che, invece, migliora (da 97,3 a 97,9).Guardando alle altre variabili, a gennaio scende al livello più basso dal 1996 anche l’indice che misura le previsioni a breve termine (da 82,5 a 78,4), mentre sale quello relativo alla situazione corrente, ovvero attuale (da 98,4 a 102,3).
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