Archivi categoria: Società

La doppia velocità

In que­sti mesi estivi il Belpaese assi­ste diso­rien­tato a uno stil­li­ci­dio di prov­ve­di­menti discri­mi­na­tori verso l’omosessualità.

Partiamo dal caso pado­vano: l’amministrazione veneta, nel varare un piano per la distri­bu­zione di alloggi ai gio­vani, rende noto che la gra­dua­to­ria per l’assegnazione degli appar­ta­menti esclu­derà le cop­pie com­po­ste da per­sone dello stesso sesso. «Abbiamo voluto evi­tare – dice l’assessore Giovanni Battista – che si creino situa­zioni di comodo: due estra­nei o quasi potreb­bero divi­dersi un allog­gio a prezzo poli­tico». Ci si chiede cosa induca a cre­dere che tali “situa­zioni di comodo” si pre­sen­tino più di fre­quente tra per­sone dello stesso sesso.… (con­ti­nua)

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L’astronauta e la ballerina

«Sessista, omo­fo­bico e pieno di ste­reo­tipi». Si tratta delle accuse rivolte dalla rivi­sta ame­ri­cana Ms all’ultimo film d’animazione sfor­nato dalla Pixar, Toy Story 3 – La grande fuga. Le cri­ti­che mosse dell’autrice Natalie Wilson sono taglienti: «Contesto la netta pre­va­lenza di per­so­naggi maschili (siamo nell’ordine di 7 a 1), la maniera poco ele­gante con cui ven­gono ritratti i per­so­naggi fem­mi­nili (dall’assillante madre di Andy all’iper-emotiva Barbie) e la rap­pre­sen­ta­zione di Ken come un gay fashio­ni­sta con la pre­di­le­zione per l’inchiostro viola». Il rischio evi­den­ziato da nume­rose ricer­che è che i bam­bini che guar­dano alla tele­vi­sione pro­grammi con cli­chè di genere… (con­ti­nua)

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Il segreto

Il grande poeta liba­nese Kahlil Gibran lo aveva capito: la vera ric­chezza di un Uomo sta nell’avere il corag­gio di guar­dare in una goc­cia per arri­vare a sco­prire l’affascinante mistero del mare. In una società come la nostra, nella quale la cul­tura sem­bra divisa in com­par­ti­menti sta­gni, è fon­da­men­tale ritro­vare il pro­fondo valore della cono­scenza. Non il con­fronto aset­tico dei libri o dei discorsi poli­tici, ma il con­tatto diretto e vivo con l’Altro. Se è vero che si ha paura solo di ciò che non si cono­sce, l’antidoto al rifiuto del Diverso esi­ste: il viaggio.

Durante la mia espe­rienza in Siria… (con­ti­nua)

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La pseudoscienza

Prendere un piz­zico di “com­plot­ti­smo”, aggiun­gere un cuc­chiaio di “let­te­ra­tura anti-qualcosa”, mesco­lare con una cita­zione alla rin­fusa e voilà, il pezzo sul “ter­ro­ri­smo ali­men­tare” è pronto. Dario Bressanini, ricer­ca­tore uni­ver­si­ta­rio presso il dipar­ti­mento di Scienze chi­mi­che dell’Università degli studi dell’Insubria, ha dato prova nel suo ultimo libro (“Pane e bugie”, Chiarelettere Editore) di come l’informazione possa essere mani­po­lata a fini poli­tici, di con­senso o di mar­ke­ting. Spesso infatti l’alfabetizzazione scien­ti­fica del con­su­ma­tore medio è piut­to­sto bassa, finendo per creare falsi allarmi e ridi­cole preoccupazioni. Ecco un estratto sim­pa­tico e illuminante.

«Nel nostro Paese ancora non se parla molto. Le asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste nostrane… (con­ti­nua)

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Non provvedetevi d’oro

Dal van­gelo secondo Matteo: «Gratuitamente avete rice­vuto, gra­tui­ta­mente date. Non prov­ve­de­tevi d’oro, né d’argento». Duemila anni dopo pare che le cose stiano in maniera un pò diversa.

A par­tire dal 1984 il sistema dei finan­zia­menti reli­giosi in Italia è rego­lato dalla riforma Craxi. Il sistema pre­vede che i con­tri­buenti pos­sano devol­vere una parte delle pro­prie tasse a una con­fes­sione reli­giosa: è la nascita del cosid­detto “otto per mille”. Il nuovo modello è rivo­lu­zio­na­rio rispetto al pre­ce­dente, che risa­liva ai Patti Lateranensi del 1929: si prende l’otto per mille dell’intero get­tito fiscale e lo si destina alle con­fes­sioni reli­giose o allo Stato, in… (con­ti­nua)

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Veli e libertà

«L’Italia si trova nel Medio Occidente». Così scri­ve­rebbe un quo­ti­diano di Dubai che appli­casse alla rove­scia il ter­mine “Medio Oriente”: parola uti­liz­zata per indi­care tanto la pro­ve­nienza del macel­laio sotto casa, quanto la cul­tura del bom­ba­rolo di Al Qaeda.

Se dinanzi al “Medio Occidente” i più stor­ce­reb­bero il naso, la con­fu­sione gene­rata dall’accozzaglia che si ripara sotto il ter­mine “Medio Oriente” sem­bra stu­pirci molto meno. Eppure è pro­prio in que­sto ter­reno di vaghezza e impre­ci­sione che ger­mo­glia il seme del luogo comune, dello ste­reo­tipo, dell’incomprensione: «Le donne medio­rien­tali sono schiave dell’Islam, una reli­gione ses­si­sta, anti­de­mo­cra­tica e anti­mo­derna, spesso raz­zi­sta e ter­ro­ri­sta». Ne… (con­ti­nua)

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Ho scritto t’amo sull’asfalto

Camminando per andare a pren­dere la metro­po­li­tana, con gli occhi sull’asfalto, può capi­tare di imbat­tersi in mes­saggi ina­spet­tati e curiosi. Ad esem­pio “Pandina ti amo <3” scritto sul mar­cia­piede, con una bom­bo­letta azzurra.

Ciò che mi ha imme­dia­ta­mente col­pito sta nell’ultima riga: i due carat­teri “<3” a rap­pre­sen­tare un cuore.

Simboli di que­sto tipo sono carat­te­ri­stici della comu­ni­ca­zione elet­tro­nica e sono figli delle sue limi­ta­zioni: un set di carat­teri ridotto e una strut­tura tutto som­mato rigida. Queste costri­zioni hanno por­tato, nel tempo, a unire sim­boli basi­lari quali paren­tesi e segni di inter­pun­zione per rap­pre­sen­tarne altri più com­plessi, che vanno dal sem­plice… (con­ti­nua)

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La roulette della noia

È noti­zia della set­ti­mana scorsa il folle gioco di tre­dici ragaz­zini geno­vesi che hanno sfi­dato la morte attra­ver­sando l’autostrada di corsa su un tratto della A7 Milano-Genova. Tredici anni è anche l’età della mag­gior parte dei pro­ta­go­ni­sti di que­sta sto­ria, qual­cuno un po’ più grande, maschi ma anche fem­mine. Le moti­va­zioni che hanno for­nito per giu­sti­fi­care il gesto alla pat­tu­glia della Polstrada che li ha fer­mati e iden­ti­fi­cati è stata la noia, il biso­gno di mostrarsi corag­giosi davanti al gruppo e i video rea­liz­zati coi tele­fo­nini da cari­care su Youtube. Non è la prima volta che epi­sodi… (con­ti­nua)

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Dossier

Scacco alla regina

Golda Meir, quarto pre­mier nella sto­ria israe­liana e per­so­nag­gio rico­no­sciuto tra i più potenti del XX secolo, veniva defi­nita “l’unico vero uomo al governo”: il suo piglio deciso ed ener­gico asso­mi­gliava molto a quello di un’altra “lady di ferro”, la col­lega bri­tan­nica Margaret Thatcher. L’italiana più popo­lare del 2009 è invece Cristina del Basso: 23 anni, ex con­cor­rente del Grande Fratello, sesta misura di reg­gi­seno. Ama defi­nirsi “ragazza con le palle”.

Quali sono oggi i modelli di lea­der­ship fem­mi­nile? Che peso hanno le donne nelle scelte che con­tano? Ne abbiamo par­lato con sette pro­fes­sio­ni­ste ai ver­tici nei rispet­tivi set­tori per cer­care di capire come gira dav­vero il mondo. L’Italia è all’ultimo posto in Europa per il tasso di occu­pa­zione fem­mi­nile, di ben undici punti per­cen­tuali sotto la media. Questo signi­fica che le ita­liane sono meno in gamba e ambi­ziose degli uomini, oppure che le regole del mer­cato del lavoro sono pen­sate al maschile? Le donne sono vit­time o car­ne­fici di que­sta situa­zione? E poi, siamo sicuri che sia meglio una donna in uffi­cio che in cucina?

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Guardare ma non toccare

Meno di una? Ritieniti for­tu­nato. Da una a due? Sei nella media, ma non c’è da stare tran­quilli. Più di tre? Dovresti pre­oc­cu­parti. Se pensi di aver letto il numero di volte in cui l’italiano medio man­gia fuori casa ogni set­ti­mana, ci dispiace, ma stai sba­gliando. Si tratta invece delle ore tra­scorse ogni giorno davanti al tele­vi­sore: un pic­colo assag­gio del son­dag­gio pro­dotto in esclu­siva da Sintesi, con lo scopo di capire come inter­net e tv influi­scano sulle nostre abi­tu­dini, la nostra vita­lità cul­tu­rale e la nostra capa­cità di intes­sere rela­zioni sociali. In defi­ni­tiva, la nostra vita.

I dati rac­colti mostrano infatti un cam­bia­mento epo­cale nel modo in cui cia­scuno di noi impiega il pro­prio tempo, scan­dito in maniera deter­mi­nante dall’avvento dei media elet­tro­nici.

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