Archivi categoria: Cultura

Salviamo l’italiano

L’Accademia della Crusca rischia di chiu­dere. L’annuncio lapi­da­rio viene da Nicoletta Maraschio, pre­si­dente del più antico isti­tuto di lin­gui­stica ita­liana. «Per con­sen­tire il fun­zio­na­mento dell’Accademia ogni anno ser­vono 400mila euro. Si tratta di spese fisse, equa­mente sud­di­vise tra il man­te­ni­mento della sede e le retri­bu­zioni per il per­so­nale (sei dipen­denti, più quin­dici col­la­bo­ra­tori, gli acca­de­mici e i soci non per­ce­pi­scono alcun com­penso). Nel 2009 dallo Stato sono arri­vati solo 190mila euro di contributi».

L’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giuliano Da Empoli, com­menta: «Il caso dell’Accademia della Crusca è par­ti­co­lar­mente scon­cer­tante e al tempo stesso stra­ziante. Stiamo attra­ver­sando… (con­ti­nua)

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La rivoluzione

Sistema l’audio e abbassa il caval­letto: va sem­pre posi­zio­nato all’altezza degli occhi affin­ché l’intervista sia rea­li­stica, mi ammonisce. Se a dirlo è Oliviero Toscani, ci fidiamo.

Se non avesse fatto il foto­grafo, che lavoro avrebbe scelto?

Io non ho scelto di fare il foto­grafo. Mio padre era foto­grafo e così sono diven­tato foto­grafo anch’io. Mi sarebbe pia­ciuto fare l’architetto, l’avventuriero, il gio­ca­tore di poker, il gigolo. L’importante è l’impegno, non quello che fai, ma come lo fai. Non sarebbe stato male fare il gigolo come ho fatto il fotografo.

Quando andrà in pen­sione scap­perà su un’isola deserta?

Io sono… (con­ti­nua)

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Ceci n’est pas un texte

Non utile, non van­tag­gioso, non inte­res­sante. A nulla serve e nulla dice. Solo una man­ciata di parole pescate alla rin­fusa da un angolo di cuore e sca­gliate nel moni­tor da uno che parole non sa e che parole non scrive. Nessuno scopo, né senso, né tempo. Perché batto le dita sulla tastiera usu­rata sognando un ipo­te­tico let­tore? Un let­tore che non c’è; ma che – se anche ci fosse – quan­to­meno si aspet­te­rebbe un pen­siero, con­corde o discorde non ha impor­tanza, ma almeno un pen­siero. Perché mi ostino a insoz­zare que­sta pagina quando nulla ho da dire? Mi sem­bra giu­sto fare pre­sente… (con­ti­nua)

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Un sipario sulla realtà

All’alba del secondo dopo­guerra, quando ancora i fumi esa­la­vano dalle mace­rie e si con­ta­vano i morti, Rossellini girava “Roma città aperta”: la sta­gione del Neorealismo era appena comin­ciata. Molti furono gli arti­sti che vol­lero rac­con­tare la realtà ita­liana dopo aver subito la dit­ta­tura fasci­sta: Fellini, De Sica, Lattuada e Lina Wertmüller espor­ta­vano sto­rie nostrane, com­muo­vendo Hollywood. Gli eredi di que­sta grande tra­di­zione cine­ma­to­gra­fica hanno spesso sen­tito il peso di un pas­sato così impe­gna­tivo, tanto che negli anni suc­ces­sivi si parlò di crisi del cinema italiano. Oggi, final­mente, stiamo assi­stendo ad una rinascita.

Al festi­val di Cannes vince come miglior attore pro­ta­go­ni­sta… (con­ti­nua)

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Notizie col burqa

«In Arabia Saudita, dove sono nato e vis­suto fino a tre anni fa, la sepa­ra­zione tra uomo e donna è molto rigida. Non è con­sen­tito par­lare alle donne in pub­blico, così ragazzi e ragazze usano i social net­work per comu­ni­care tra loro. Ci sono mol­tis­sime donne che hanno un account Facebook, ma la mag­gior parte di loro lo usa per cono­scere uomini».

A par­lare è Ali Jabbar, foto­grafo e col­la­bo­ra­tore della tele­vi­sione Al-Arabyia di Dubai. Come mai ha scelto di andare via dall’Arabia Saudita?
«Perché nel mio Paese ci sono delle limi­ta­zioni tec­ni­che per i media e non avrei potuto… (con­ti­nua)

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La pseudoscienza

Prendere un piz­zico di “com­plot­ti­smo”, aggiun­gere un cuc­chiaio di “let­te­ra­tura anti-qualcosa”, mesco­lare con una cita­zione alla rin­fusa e voilà, il pezzo sul “ter­ro­ri­smo ali­men­tare” è pronto. Dario Bressanini, ricer­ca­tore uni­ver­si­ta­rio presso il dipar­ti­mento di Scienze chi­mi­che dell’Università degli studi dell’Insubria, ha dato prova nel suo ultimo libro (“Pane e bugie”, Chiarelettere Editore) di come l’informazione possa essere mani­po­lata a fini poli­tici, di con­senso o di mar­ke­ting. Spesso infatti l’alfabetizzazione scien­ti­fica del con­su­ma­tore medio è piut­to­sto bassa, finendo per creare falsi allarmi e ridi­cole preoccupazioni. Ecco un estratto sim­pa­tico e illuminante.

«Nel nostro Paese ancora non se parla molto. Le asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste nostrane… (con­ti­nua)

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Camus e il partito del dubbio

Il 4 Gennaio 1960 Albert Camus si schian­tava con la sua auto e moriva a soli qua­ran­ta­sette anni. Scompariva uno tra i più grandi scrit­tori del nove­cento e la Francia, nel cin­quan­te­na­rio della sua scom­parsa, lo cele­bra in grande stile. Si va dalle pagine su tutti i quo­ti­diani fran­cesi fino alla pro­po­sta del pre­si­dente Sarkozy di inu­marlo nel Pantheon di Parigi, tra Vicotr Hugo e Voltaire, per ren­der­gli omag­gio. ll mondo della cul­tura fran­cese gli dedica nuove pub­bli­ca­zioni, inserti spe­ciali, un film per la tv e mara­tone radio. Per tutto l’anno, a Parigi e in molte altre città della Francia,… (con­ti­nua)

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Veli e libertà

«L’Italia si trova nel Medio Occidente». Così scri­ve­rebbe un quo­ti­diano di Dubai che appli­casse alla rove­scia il ter­mine “Medio Oriente”: parola uti­liz­zata per indi­care tanto la pro­ve­nienza del macel­laio sotto casa, quanto la cul­tura del bom­ba­rolo di Al Qaeda.

Se dinanzi al “Medio Occidente” i più stor­ce­reb­bero il naso, la con­fu­sione gene­rata dall’accozzaglia che si ripara sotto il ter­mine “Medio Oriente” sem­bra stu­pirci molto meno. Eppure è pro­prio in que­sto ter­reno di vaghezza e impre­ci­sione che ger­mo­glia il seme del luogo comune, dello ste­reo­tipo, dell’incomprensione: «Le donne medio­rien­tali sono schiave dell’Islam, una reli­gione ses­si­sta, anti­de­mo­cra­tica e anti­mo­derna, spesso raz­zi­sta e ter­ro­ri­sta». Ne… (con­ti­nua)

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