Archivi autore: Erica Petrillo

La doppia velocità

In que­sti mesi estivi il Belpaese assi­ste diso­rien­tato a uno stil­li­ci­dio di prov­ve­di­menti discri­mi­na­tori verso l’omosessualità.

Partiamo dal caso pado­vano: l’amministrazione veneta, nel varare un piano per la distri­bu­zione di alloggi ai gio­vani, rende noto che la gra­dua­to­ria per l’assegnazione degli appar­ta­menti esclu­derà le cop­pie com­po­ste da per­sone dello stesso sesso. «Abbiamo voluto evi­tare – dice l’assessore Giovanni Battista – che si creino situa­zioni di comodo: due estra­nei o quasi potreb­bero divi­dersi un allog­gio a prezzo poli­tico». Ci si chiede cosa induca a cre­dere che tali “situa­zioni di comodo” si pre­sen­tino più di fre­quente tra per­sone dello stesso sesso.… (con­ti­nua)

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L’astronauta e la ballerina

«Sessista, omo­fo­bico e pieno di ste­reo­tipi». Si tratta delle accuse rivolte dalla rivi­sta ame­ri­cana Ms all’ultimo film d’animazione sfor­nato dalla Pixar, Toy Story 3 – La grande fuga. Le cri­ti­che mosse dell’autrice Natalie Wilson sono taglienti: «Contesto la netta pre­va­lenza di per­so­naggi maschili (siamo nell’ordine di 7 a 1), la maniera poco ele­gante con cui ven­gono ritratti i per­so­naggi fem­mi­nili (dall’assillante madre di Andy all’iper-emotiva Barbie) e la rap­pre­sen­ta­zione di Ken come un gay fashio­ni­sta con la pre­di­le­zione per l’inchiostro viola». Il rischio evi­den­ziato da nume­rose ricer­che è che i bam­bini che guar­dano alla tele­vi­sione pro­grammi con cli­chè di genere… (con­ti­nua)

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La pseudoscienza

Prendere un piz­zico di “com­plot­ti­smo”, aggiun­gere un cuc­chiaio di “let­te­ra­tura anti-qualcosa”, mesco­lare con una cita­zione alla rin­fusa e voilà, il pezzo sul “ter­ro­ri­smo ali­men­tare” è pronto. Dario Bressanini, ricer­ca­tore uni­ver­si­ta­rio presso il dipar­ti­mento di Scienze chi­mi­che dell’Università degli studi dell’Insubria, ha dato prova nel suo ultimo libro (“Pane e bugie”, Chiarelettere Editore) di come l’informazione possa essere mani­po­lata a fini poli­tici, di con­senso o di mar­ke­ting. Spesso infatti l’alfabetizzazione scien­ti­fica del con­su­ma­tore medio è piut­to­sto bassa, finendo per creare falsi allarmi e ridi­cole preoccupazioni. Ecco un estratto sim­pa­tico e illuminante.

«Nel nostro Paese ancora non se parla molto. Le asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste nostrane… (con­ti­nua)

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Veli e libertà

«L’Italia si trova nel Medio Occidente». Così scri­ve­rebbe un quo­ti­diano di Dubai che appli­casse alla rove­scia il ter­mine “Medio Oriente”: parola uti­liz­zata per indi­care tanto la pro­ve­nienza del macel­laio sotto casa, quanto la cul­tura del bom­ba­rolo di Al Qaeda.

Se dinanzi al “Medio Occidente” i più stor­ce­reb­bero il naso, la con­fu­sione gene­rata dall’accozzaglia che si ripara sotto il ter­mine “Medio Oriente” sem­bra stu­pirci molto meno. Eppure è pro­prio in que­sto ter­reno di vaghezza e impre­ci­sione che ger­mo­glia il seme del luogo comune, dello ste­reo­tipo, dell’incomprensione: «Le donne medio­rien­tali sono schiave dell’Islam, una reli­gione ses­si­sta, anti­de­mo­cra­tica e anti­mo­derna, spesso raz­zi­sta e ter­ro­ri­sta». Ne… (con­ti­nua)

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Diamo i numeri

«La mate­ma­tica non è un’opinione». Con que­sta frase lapi­da­ria la mia mae­stra era solita man­dare al posto – con tanto di quat­tro sul libretto – i bam­bini che non ave­vano tanta dime­sti­chezza con i cal­coli. Benché mor­ti­fi­cati dal votac­cio, tutti rece­pi­vamo un mes­sag­gio impor­tante: le rispo­ste della mate­ma­tica non sono suscet­ti­bili d’interpretazione, i numeri sono bian­chi o neri, mai grigi. Questa verità ha tanto più valore oggi, in un’epoca in cui il cit­ta­dino comune è let­te­ral­mente in balia di noti­zie che si con­trad­di­cono l’un l’altra. Kevin Kelly, fon­da­tore della rivi­sta Wired, in un arti­colo su Internazionale scri­veva a que­sto pro­po­sito: «per… (con­ti­nua)

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Giocare alla guerra

Due uffi­ciali dell’esercito ame­ri­cano – per como­dità li chia­me­remo Matthew e Bob – osser­vano sod­di­sfatti il depu­ra­tore nuovo fiam­mante di Al Hamra. Sono cir­con­dati da un grup­petto di ira­cheni sor­ri­denti: donne, bam­bini ma anche uomini che fino a ieri li guar­dava in cagne­sco. A con­ferma dell’accresciuta popo­la­rità tra i locali, l’indicatore del con­senso sul lato destro dello schermo regi­stra un +7%. Schermo? Sì, per­chè Matthew e Bob si tro­vano nella città vir­tuale creata dalla University of Southern California nell’ambito del pro­getto sopran­no­mi­nato “SimCity Baghdad”. Il pro­ject mana­ger Matthew Bosack racconta: «L’obiettivo è adde­strare gli uffi­ciali a una situa­zione geo­po­li­tica… (con­ti­nua)

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Una sfida possibile

Negli ultimi 20 anni i ver­tici inter­na­zio­nali incen­trati sul “cli­mate change” (cam­bia­mento cli­ma­tico) sono stati più di 15: tra cui Rio de Janeiro, Kyoto, Bonn e, da ultimo, Copenhagen. A fronte di que­sta mas­sic­cia mobi­li­ta­zione è legit­timo chie­dersi se que­ste con­fe­renze, a parte foto di poli­tici in giacca scura e valan­ghe di reto­rica “pla­net saving”, pro­du­cano qual­che risul­tato concreto. Le opi­nioni in merito sono le più varie. Gli eco­lo­gi­sti più radi­cali pun­tano il dito con­tro una poli­tica miope e inca­pace di pren­dere prov­ve­di­menti sul lungo periodo. Altri invece, tra cui il diret­tore per la soste­ni­bi­lità ambien­tale del Vermont Andrew Jones, guar­dano… (con­ti­nua)

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Vuoti pieni di valore

Qualche anno fa, ripor­tando al nego­ziante di ali­men­tari le bot­ti­glie di vetro acqui­state in pre­ce­denza, veniva garan­tito uno sconto sui nuovi acqui­sti. Il noto mec­ca­ni­smo è quello del “vuoto a rendere”. Da que­sta sem­plice idea si svi­luppa l’ultima fron­tiera del rici­clag­gio, ovvero Ecobank: il sistema all’avanguardia per la rac­colta dif­fe­ren­ziata dei con­te­ni­tori per bevande. Si tratta di cas­so­netti intel­li­genti che pesano la bot­ti­glia, leg­gono il codice a barre stam­pato sull’etichetta, com­pat­tano il rifiuto e lo stoc­cano in un magaz­zino sot­ter­ra­neo, dif­fe­ren­ziando il con­te­ni­tore per tipo­lo­gia (pla­stica, allu­mi­nio e acciaio) e per colore (PET tra­spa­rente e colo­rato). Infine, quando il magaz­zino rag­giunge… (con­ti­nua)

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