Denaro o donare

Lorenzo Ghilardi,

Disintossicarsi dal denaro: follia, utopia o unica via d’uscita? Molta più gente di quanto si pensi crede nella terza ipotesi. Tra questi i 15mila aderenti a Zerorelativo, una community italiana che ha come scopo l’incremento dell’uso del baratto e dello scambio di beni e servizi ai quali non si vuol attribuire un valore economico.

Vivere con un euro al giorno non per necessità, ma per dare l’esempio di come il consumismo sia uno stile di vita che ci è stato imposto e di cui non abbiamo realmente bisogno. Vivere così per dimostrare che è il momento di cambiare, di deviare dal percorso malato che abbiamo imboccato all’inizio degli anni ’70 e che ha portato a un’impennata degli sprechi senza precedenti.

Paolo Severi, Valeria Marigo, Gabriele Banorri e Baf sono i fondatori di Zerorelativo: hanno la loro base vicino a Pesaro e con il loro sito internet insegnano la preziosa arte del baratto. Come rendere appetibile una vecchia racchetta da tennis, come scambiare un pomeriggio a innaffiare i fiori con una cena casalinga, come ricevere della verdura dell’orto in cambio di un pezzo di ricambio dell’automobile: questi alcuni dei trucchi che vengono rivelati dalla community anti-sprechi.

Fenomeni del genere si stanno diffondendo in tutto il mondo: lo “swapping” sta diventando un vero e proprio stile di vita. In Germania, Heidemarie Schwermer è l’esempio più radicale: «quando ho iniziato era un esperimento, vivere senza denaro per un anno. Ne sono passati quattordici e continuo ancora. Il mio prossimo libro s’intitola Vivere senza denaro e con pienezza. Spiega come riesco non soltanto a mangiare e a vestirmi ma anche a leggere o a vedere i film che mi interessano, offrendo in cambio i miei servizi. Capisco che sia più difficile per una famiglia o un’intera collettività, ma non è impossibile».

La lotta agli sprechi vede anche un altro personaggio in prima linea: Tristram Stuart. Grazie a lui mercoledì 16 dicembre 2009 5mila persone si sono riunite per un pranzo molto particolare: spazzatura. Tristram è riuscito a offrire questo insolito convivio grazie al recupero di frutta, ortaggi, pane e carne scartate dalla grande distribuzione solo a causa della forma imperfetta o per meri motivi estetici. Intervenuto al festival di Internazionale a Ferrara ha affermato: «ho iniziato dando da mangiare ai miei maiali gli scarti del fruttivendolo, poi un giorno ho provato ad assaggiarli: erano buonissimi». Da quel giorno Tristram gira il mondo per rendere partecipi gli altri della sua sfida: santifica il riciclo, favorisce la lotta agli sprechi, incita i consumatori ad allearsi per creare pressioni sulle grandi catene di distribuzione affinché modifichino i criteri con cui scartano i prodotti.

La sfida di Tristram, in Italia, è appoggiata da Last Minute Market, un’associazione contro gli sprechi di cibo: i membri aiutano i meno abbienti tramite il recupero di scarti e «quella che le aziende definiscono spazzatura, ma che in realtà è ancora cibo ottimo da consumare, anche per gli uomini». Il presidente di Last Minute Market, Andrea Segre, ha un motto: «la medicina per il mercato che inquina è una sola: il dono».

Vivere senza il denaro, con lo scambio o con il dono, sono argomenti strettamente connessi all’idea che ognuno ha di necessità: forse il punto di partenza di qualsiasi ragionamento è da ricercarsi nei modelli che vengono imposti o ci imponiamo da soli. Riflettendo su questi possiamo contribuire a una svolta che renda veramente sostenibile il nostro stile di vita, e non solo quello…