Pillole di filosofia

Andrea Lugoboni,

Inizio vitaChe Emma Bonino sia una guer­riera della lai­cità non è in dub­bio. Nel corso della cam­pa­gna per le ele­zioni regio­nali si è schie­rata a favore della pil­lola abor­tiva Ru486, l’ultima bat­ta­glia con­tro l’esercito degli oscu­ran­ti­sti. In un’intervista rila­sciata qual­che anno fa diceva: «Il Pd ha un atteg­gia­mento pate­tico su cui fa leva il trap­po­lone di Giuliano Ferrara. Se ci fosse uno schie­ra­mento laico dovrebbe dire: senta, signor Ferrara demo­cra­zia e lai­cità sono sino­nimi e noi abbiamo il valore irri­nun­cia­bile della libertà di scelta da difen­dere. Ma que­sta rispo­sta chiara, rispet­tosa e ferma non c’è».

Ah la lai­cità..! Che dolce parola  per le  orec­chie radi­cali e di molti ita­liani. Per un attimo, chie­diamo una tre­gua al dibat­tito infuo­cato, una tre­gua che con calma ci lasci vedere cosa c’è die­tro que­sta parola, forse allora l’arroventato pro­blema dell’aborto ci appa­rirà in modo diverso. La lai­cità, para­fra­sando il dizio­na­rio Zingarelli, è quell’atteggiamento per cui si sostiene una certa tesi senza fon­darsi su un’ideologia reli­giosa. Allora biso­gna evi­tare un equi­voco, a tutti non è chiaro che con­si­de­rare l’embrione un essere umano non è una posi­zione neces­sa­ria­mente reli­giosa, ma al con­tra­rio giu­sti­fi­cata da una lunga tra­di­zione filo­so­fica, che pre­scinde asso­lu­ta­mente dalla fede e risale alla cul­tura greca. Ma almeno qual­che ragione ai cat­to­lici, la Bonino la lascia? «Tutte quelle che vogliono, a patto che non le impon­gano a me. Io non impongo alla Binetti di divor­ziare, di abor­tire, per­ché lei vuole obbli­gare me?».

C’è un’altra parola che ci fa sem­pre da arma nelle posi­zioni che rite­niamo giu­ste: è quella della libertà, così è anche quando pren­diamo posi­zione rispetto all’interruzione della gra­vi­danza. Però è impor­tante con­cen­trare il dibat­tito su un’altra que­stione che viene prima: la dignità dell’essere umano. Quando ini­zia la vita umana? Chi deve essere tute­lato dallo Stato come essere umano? Questo dovrebbe essere  il pro­blema prin­ci­pale. La rifles­sione di ognuno sul mistero dell’uomo non si può fer­mare, dando per  scon­tato qual­cosa che ha dimen­sioni ben più grandi di quelle che nor­mal­mente emer­gono nelle dia­tribe poli­ti­che. Tantomeno con­ti­nuando una guerra di trin­cea in cui ci si bar­rica die­tro con­vin­zioni costruite su slo­gan ad effetto. Voi cosa ne pensate?

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