Scontro frontale

Alessandro Zanardi,

BattagliaLa cam­pana è suo­nata: dalle recenti dichia­ra­zioni del pre­si­dente del con­si­glio e dalle deci­sioni del governo si può ormai intuire con note­vole luci­dità cosa sta suc­ce­dendo sullo sce­na­rio poli­tico ita­liano. Siamo testi­moni in que­sti mesi di uno scon­tro fron­tale tra i più vio­lenti che la nostra demo­cra­zia abbia visto dal ’46 a oggi. L’esito di que­sto con­fronto senza esclu­sione di colpi deci­derà gli equi­li­bri dei pros­simi anni e i gio­ca­tori in campo lo sanno bene, tanto da con­ti­nuare ad alzare la posta in gioco. Gli schie­ra­menti in campo sono da una parte il centro-destra e in par­ti­co­lare il capo del governo, Silvio Berlusconi, deter­mi­nato a usare ogni arma in suo pos­sesso per assi­cu­rarsi l’immunità dai pro­ce­di­menti giu­di­ziari; dall’altra un insieme tra­sver­sale di isti­tu­zioni (tra cui magi­stra­tura e Corte Costituzionale) che chie­dono il rego­lare svol­gi­mento del corso della giu­sti­zia secondo le regole vigenti.

È una bat­ta­glia sto­rica tra potere ese­cu­tivo e giu­di­zia­rio. Proviamo a riper­cor­rere gli epi­sodi più recenti e a contestualizzarli.

Il mini­stro della giu­sti­zia, Alfano, vara un prov­ve­di­mento (c.d. “Lodo Alfano”) che pre­vede l’immunità per le quat­tro più alte cari­che dello Stato. La Corte Costituzionale, chia­mata a valu­tarne la legit­ti­mità, boc­cia que­sta pro­po­sta dicendo che è in con­tra­sto con l’art.3 della Costituzione («Tutti i cittadini…sono eguali davanti alla legge»). Il governo a que­sto punto decide di insi­stere, riscri­vendo lo stesso prov­ve­di­mento sotto forma di legge costi­tu­zio­nale, per garan­tire l’opponibilità alla Costituzione.

In caso qual­cosa andasse storto, il centro-destra ha poi deciso di varare una riforma della giu­sti­zia che por­terà al “pro­cesso breve”, gra­zie alla quale cadranno in pre­scri­zione tutti i reati impu­tati al pre­si­dente del con­si­glio. Con la scusa di garan­tire la giu­sta durata del pro­cesso (prin­ci­pio sacro­santo), si pro­pone una norma che rischia di inva­li­dare migliaia di cause in corso (una delle più ecla­tanti è il caso Parmalat).

Tutto que­sto avviene in un periodo in cui il Paese è in dif­fi­coltà eco­no­mi­che e lo scudo fiscale garan­tirà agli eva­sori bene­stanti la pos­si­bi­lità di ripor­tare i pro­pri capi­tali neri in patria, pagando una pic­cola somma. Intanto la finan­zia­ria non pre­vede nes­sun taglio a Irap e Irpef che possa aiu­tare la ripresa, alla fac­cia degli impren­di­tori onesti.

Anche i rap­porti con il mondo cat­to­lico vivono un momento deli­cato, dovuto alle diver­genze sulle poli­ti­che per l’immigrazione e al fuoco incro­ciato della scorsa estate per il caso Boffo: per la prima volta nella sto­ria ita­liana abbiamo assi­stito a una bat­ta­glia a colpi bassi tra il centro-destra e la Chiesa, cul­mi­nata con le dimis­sioni del diret­tore dell’Avvenire per gli scan­dali pub­bli­cati dal quo­ti­diano di pro­prietà del premier.

In que­sta dram­ma­tica fase storico-politica c’è un enorme assente: il centro-sinistra. Il PD è un colos­sale punto di domanda (sarà un caso, anche le ini­ziali lo ricor­dano), un nulla cosmico. Chi vuole fare ricerca sui buchi neri e sull’antimateria potrebbe tro­vare del ter­reno fertile.

Per capire meglio gli avve­ni­menti dei pros­simi mesi sarà utile tenere a mente che la fedeltà su cui può con­tare Berlusconi è basata più su cal­coli oppor­tu­ni­stici che su ideali con­di­visi. Tutti i suoi com­pa­gni di viag­gio sanno bene che se la nave cola a picco i pas­seg­geri vanno con lei.

Quale sarà l’esito è dif­fi­cile a dirsi. La dif­fe­renza fon­da­men­tale rispetto ad altri momenti di ten­sione, come gli anni di piombo, è che la par­tita oggi viene gio­cata (per for­tuna) nelle aule e nelle com­mis­sioni par­la­men­tari invece che nelle piazze, di fronte a un pub­blico più asson­nato che par­te­cipe. Non lascia­moci però con­fon­dere, il livello è molto alto e la respon­sa­bi­lità sarà di tutti, spet­ta­tori inclusi.

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