L’Altro

Erica Petrillo,

OmofobiaUno spot tele­vi­sivo, migliaia di volan­tini infor­ma­tivi, pub­bli­cità sui social net­work e sui mag­giori quo­ti­diani nazio­nali. Questi gli stru­menti della cam­pa­gna pro­mossa dal mini­stro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che, con lo slo­gan “Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso” e un inve­sti­mento di due milioni di euro, si pro­pone di con­tra­stare le discri­mi­na­zioni ses­suali in Italia. Il valore sim­bo­lico di que­sta ini­zia­tiva è dav­vero rile­vante. Si tratta infatti della prima cam­pa­gna con­tro l’omofobia orga­niz­zata da un governo in Italia e non a caso avviene a poco meno di un mese dalla boc­cia­tura della pro­po­sta di legge Concia.

Insomma, sem­bra che un mat­tone del muro del pre­giu­di­zio sia stato final­mente abbat­tuto. Ma fino a che punto? La frase che cam­peg­gia su tutti gli opu­scoli recita pres­sap­poco così: “Nella vita certe dif­fe­renze non pos­sono contare”.

Al con­tra­rio le carat­te­ri­sti­che indi­vi­duali con­tano eccome. Imparare la cul­tura delle dif­fe­renze non signi­fica livel­lare le peculiarità. Istituire una cam­pa­gna per inse­gnare il rispetto dell’Altro, sia esso bianco o nero, gio­vane o vec­chio, etero, omo o tran­ses­suale è for­mal­mente inec­ce­pi­bile. Se tut­ta­via, a livello dei con­te­nuti, la lotta all’omofobia cerca di can­cel­lare le dif­fe­renze, allora si vei­cola un mes­sag­gio sbagliato.

Il rispetto per un omo­ses­suale non si rag­giunge negando le sue abi­tu­dini ses­suali. Perchè, sem­bra dire il volan­tino, cosa accade sotto le len­zuola “è una dif­fe­renza che non conta”, su cui si può sor­vo­lare. Per cui ci si può “tap­pare il naso”.

Al con­tra­rio, con­di­zione indi­spen­sa­bile per un’effettiva com­pren­sione dell’Altro è la piena accet­ta­zione e la valo­riz­za­zione delle rispet­tive pecu­lia­rità. Questo risul­tato non si ottiene  gio­cando a fare “quelli meno diversi”.

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