Erica Petrillo,
martedì 27 luglio 2010
«Sessista, omofobico e pieno di stereotipi». Si tratta delle accuse rivolte dalla rivista americana Ms all’ultimo film d’animazione sfornato dalla Pixar, “Toy Story 3 – La grande fuga”. Le critiche mosse dell’autrice Natalie Wilson sono taglienti: «Contesto la netta prevalenza di personaggi maschili (siamo nell’ordine di 7 a 1), la maniera poco elegante con cui vengono ritratti i personaggi femminili (dall’assillante madre di Andy all’iper-emotiva Barbie) e la rappresentazione di Ken come un gay fashionista con la predilezione per l’inchiostro viola». Il rischio evidenziato da numerose ricerche è che i bambini che guardano alla televisione programmi con clichè di genere crescano interiorizzando idee stereotipate sulla femminilità e la mascolinità.
La questione va ben oltre una recensione cinematografica impietosa. Quando ci si chiede perché le donne che ricoprono ruoli dirigenziali siano nettamente meno degli uomini, una delle possibili risposte è appunto: interiorizzazione degli stereotipi di genere. In altre parole: se in…
Sabrina Iannazzone,
lunedì 19 luglio 2010
Il grande poeta libanese Kahlil Gibran lo aveva capito: la vera ricchezza di un Uomo sta nell’avere il coraggio di guardare in una goccia per arrivare a scoprire l’affascinante mistero del mare. In una società come la nostra, nella quale la cultura sembra divisa in compartimenti stagni, è fondamentale ritrovare il profondo valore della conoscenza. Non il confronto asettico dei libri o dei discorsi politici, ma il contatto diretto e vivo con l’Altro. Se è vero che si ha paura solo di ciò che non si conosce, l’antidoto al rifiuto del Diverso esiste: il viaggio.
Durante la mia esperienza in Siria ho avuto modo di confrontare ciò che avevo studiato sui libri con la realtà. Mi sono resa conto che il mondo arabo-islamico è molto più ricco di sfumature di quanto facciano credere i media occidentali. Siamo abituati ad associare la parola “Islam” o “arabo” a kamikaze e terrorismo: si tratta…
Marco Fasola,
sabato 3 luglio 2010
Nell’elegante casa di famiglia in Corso Plebisciti a Milano, Alessandra Galli racconta il momento che le ha cambiato la vita. Il 19 marzo 1980 si trovava all’Università Statale, dov’era iscritta al primo anno di Giurisprudenza: «stavo prendendo un caffè con un’amica. A un tratto delle grida ci avvertono che è successo qualcosa al piano superiore». Con il fiato corto e il cuore in gola, Alessandra arriva nel corridoio dell’aula 309: «c’era un corpo riverso a terra, ho capito subito che si trattava di papà». Il giudice istruttore Guido Galli è stato assassinato mentre si avviava a tenere una lezione di criminologia. Muore sotto tre colpi di pistola esplosi da un commando di Prima Linea, l’organizzazione sovversiva di estrema sinistra sulla quale stava indagando. Sono gli anni di piombo: l’Italia è scossa dal terrorismo e dalle stragi. Il 13 settembre 1978 Corrado Alunni viene arrestato nel covo di Via…
Rossella Ciarfaglia,
giovedì 24 giugno 2010
Chiare, fresche e dolci acque, ma… bollette salate! È ciò che teme il Codacons (associazione per la difesa dei diritti dei consumatori), pronosticando l’aumento del 30% delle tariffe se i privati intervenissero nella gestione della rete idrica. Attualmente i prezzi italiani sono tra i più bassi in Europa: 1,1 euro al m³ contro i 6,3 della Germania e i 3,1 della Francia (fonte World Water Forum 2009). Tuttavia questi dati, confrontati con i costi del sistema idrico, non consolano più: secondo il Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche, perdite fisiche e allacciamenti abusivi – che rappresentano il 30% dell’acqua immessa – costano ogni anno ben 226 milioni di euro. Soldi sottratti al sistema, ovvero alle nostre tasche. Per garantire l’efficienza occorre denaro, ma in Italia riusciamo a investire appena 107 euro al m³ contro una media europea di 274 euro. Questo accade perché i ricavi non coprono…
Andrea Lugoboni,
lunedì 21 giugno 2010
Un programma elettorale che, nelle unioni civili, pone sullo stesso piano coppie omo ed eterosessuali. Dichiarazioni favorevoli alla fecondazione in vitro per le lesbiche e alla sensibilizzazione nelle scuole sulla parità tra coppie gay ed etero.
Pensando all’Italia verrebbe da dire «roba da Radicali o da Rifondazione Comunista!». Al contrario: il programma in questione è quello dei conservatori inglesi, mentre le affermazioni sono di David Cameron, attuale primo ministro britannico. Sono lontani i tempi in cui Margaret Thatcher proibiva a ogni istituzione pubblica di promuovere l’omosessualità: ora Cameron rivolge l’attenzione ai gay che condividono la politica del suo partito e offre loro un valido motivo per votarlo.
Che il nostro Paese sia lontano per cultura e tradizione dal mondo anglosassone non è una novità. Certo balza all’occhio l’abissale distanza dalla realtà politica del nostro Paese, dove certe proposte di legge proprio non passano. Né l’attuale maggioranza, né l’opposizione…
Marta Manzoni,
giovedì 17 giugno 2010
Sistema l’audio e abbassa il cavalletto: va sempre posizionato all’altezza degli occhi affinché l’intervista sia realistica, mi ammonisce. Se a dirlo è Oliviero Toscani, ci fidiamo.
Se non avesse fatto il fotografo, che lavoro avrebbe scelto?
Io non ho scelto di fare il fotografo. Mio padre era fotografo e così sono diventato fotografo anch’io. Mi sarebbe piaciuto fare l’architetto, l’avventuriero, il giocatore di poker, il gigolo. L’importante è l’impegno, non quello che fai, ma come lo fai. Non sarebbe stato male fare il gigolo come ho fatto il fotografo.
Quando andrà in pensione scapperà su un’isola deserta?
Io sono già in pensione. Non ho mai fatto vacanza né voglio farne perché il mio lavoro mi piace. Quelli che vogliono fare vacanza sono le persone che non apprezzano quello che fanno. Ho sempre viaggiato ma la mia vacanza preferita è nella mia casa, ho sempre voluto vivere dove vivo e…
Alessandro Zanardi,
lunedì 14 giugno 2010
Come bisogna gestire l’Università in Italia? A poche settimane dal voto sulla riforma Gelmini abbiamo intervistato in esclusiva Giovanni Dosi, direttore del dottorato in economia e management presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Prof. Dosi, cosa cambia nella gestione delle università secondo la riforma?
Viene introdotta una “dual governance” (doppia gestione): il senato accademico amministra la didattica e la ricerca, mentre il consiglio d’amministrazione gestisce le risorse finanziarie. Ovviamente chi governa i soldi governa l’istituzione. Abbiamo sperimentato questo modello anche alla Scuola superiore S. Anna: un fallimento totale. Il Presidente del Cda ha di fatto diritto di veto sulle decisioni dell’università, non si capisce in base a quale principio. Inoltre il Presidente può nominare come altri membri del Cda i suoi “amichetti”: politici locali e rappresentanti del mondo industriale senza particolari competenze sul funzionamento dell’università e senza che essi siano tenuti a portare alcun contributo economico all’istituzione. L’idea…
Tommaso Dentico,
giovedì 10 giugno 2010
Non utile, non vantaggioso, non interessante. A nulla serve e nulla dice. Solo una manciata di parole pescate alla rinfusa da un angolo di cuore e scagliate nel monitor da uno che parole non sa e che parole non scrive. Nessuno scopo, né senso, né tempo. Perché batto le dita sulla tastiera usurata sognando un ipotetico lettore? Un lettore che non c’è; ma che – se anche ci fosse – quantomeno si aspetterebbe un pensiero, concorde o discorde non ha importanza, ma almeno un pensiero. Perché mi ostino a insozzare questa pagina quando nulla ho da dire? Mi sembra giusto fare presente a chi fosse dall’altra parte dello schermo che questo post non esiste e non sarà pubblicato. Non è online e tu non lo stai leggendo: perché non afferma nulla, nulla di nulla. Ma neanche parla del nulla, che già sarebbe parlare di qualcosa. Questo post non parla, perché non ha pensieri,…